lunedì 12 aprile 2010


I Circoli del PD di Marano Lagunare e Carlino organizzano l'incontro
"Dipendenze
ovvero tra dipendenza ed autonomia personale"

Quali sono le diverse forme di dipendenza?
Che rapporto c’è tra dipendenza ed autonomia personale?
Come possiamo prevenire?

Intervengono:
Andrea Mian, psicologo e consulente prevenzione azioni
giovanili a rischio.
Dino Del Ponte, psicologo, già dirigente scolastico e
referente per le politiche giovanili della direzione scolastica regionale.
Ezio Beltrame, già assessore regionale alla sanità
Modera:
Devis Formentin, PD di Marano Lagunare
Venerdì 16 aprile 2010 alle ore 20.30
presso la sala consiliare di marano lagunare
(centro civico, 2° piano)
Partecipate numerosi, mi raccomando!!!
Il Segretario del Circolo del PD di Carlino
Elisa Pezzan

domenica 21 febbraio 2010

Circoli del PD di Carlino
e Marano Lagunare


IL NUOVO PIANO SOCIO-SANITARIO
E LE RICADUTE SULLA BASSA FRIULANA

In Regione si sta approvando un nuovo piano socio-sanitario ricco di tagli, restrizioni e riduzioni sia dei servizi, sia del personale.
Ci saranno meno cure e meno assistenza per tutti?
Cosa cambierà per le famiglie della Bassa Friulana?
Per saperne di più siete invitati all’incontro pubblico:


SABATO 27 FEBBRAIO 2010
ALLE ORE 17.00 PRESSO
IL CENTRO CIVICO DI CARLINO


Intervengono:
Daniela Corso, Presidente ASP di San Giorgio di Nogaro
Nazzario Mazzotti, sindacato pensionati SPI-CGIL
Ezio Beltrame, già Assessore Regionale alla Sanità

Modera:Elisa Pezzan, Segretario del PD di Carlino

martedì 29 dicembre 2009

Ringraziamenti ed auguri

Volevo ringraziare tutti coloro che sono intervenuti all'incontro di questa sera. E' stato un successo ed il merito è di voi iscritti, voi elettori e voi simpatizzanti del PD.
Un grazie va anche al Direttivo che è stato impeccabile nell'aiutarmi ad organizzare l'incontro.
Un grazie a Stefania Fantin ed a Cristiano Shaurli per essere stati nostri ospiti.
L'ultimo grazie va ad Emil, il primo Segretario del Circolo del PD di Carlino per il lavoro svolto, per la passione e l'impegno che ci ha messo per essere all'altezza del ruolo che aveva.

AUGURO A TUTTI UN SERENO E FELICE 2010!!!
Il Segretario del Circolo del PD di Carlino.
Elisa Pezzan

martedì 22 dicembre 2009

SIETE TUTTI INVITATI
ALLO SCAMBIO DI AUGURI

MARTEDI’ 29 DICEMBRE ALLE ORE 18.00 PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL CENTRO CIVICO DI CARLINO


L’invito è rivolto a tutti gli iscritti, gli elettori e i simpatizzanti del PD.

Sarà l’occasione per un dibattito sulle questioni attuali locali e nazionali. Interverranno:
- CRISTIANO SHAURLI, Coordinatore provinciale del PD, Consigliere provinciale e Sindaco di Faedis;
- STEFANIA FANTIN, membro dell’esecutivo regionale del PD.
Modererà:
- ELISA PEZZAN, Coordinatore del Circolo del PD di Carlino.

Al termine del dibattito, ci sarà una bicchierata per scambiarci gli auguri di “bune fin e bon principi”.

lunedì 14 dicembre 2009

Ringraziamenti del Segretario regionale del PD Debora Serracchiani (ai quali aggiungo anche i miei).

A tutti i volontari, gli iscritti, i simpatizzanti, ai nostri segretari sempre in prima linea, a chi ha fatto i gazebo, a chi è andato nei mercati, a chi è solo passato,a chi ha cominciato la mattina per finire la sera,a quelli che hanno dato la disponibilità,a chi si è mosso per cercare gente per presidiare i punti di incontro,a chi ai punti d’incontro non si è fatto vedere, ma ha lavorato perché si realizzassero,a chi ha portato i viveri di sussistenza,a chi ha lavorato per la buona riuscita degli incontri,a chi ha montato i gazebo,a chi ha portato le sedie,a chi ha portato la disponibilità e la voglia di parlare con la nostra gente,a chi ha cercato di avvicinare soprattutto non i “nostri”,a chi aveva la febbre e si è sentito in colpa,agli eletti “di ogni ordine e grado” che si sono resi disponibili,a chi all’ultimo non ha potuto partecipare ea chi all’ultimo si è unito nell’impegno di tutti per la buona riuscita delle giornate nazionali di mobilitazione “1000 piazze per l’alternativa”

Grazie!
Debora Serracchiani

P. S. : ai ringraziamenti di Debora, aggiungo anche il mio grazie a chi ha collaborato alla buona riuscita dell'iniziativa, sfidando il freddo pungente di questi giorni e rinunciando a rimanere a letto al calduccio, e a tutti coloro che sono passati, sabato a Maranutto e domenica in piazza, davanti al gazebo del PD del Circolo di Carlino, si sono fermati a fare 4 chiacchiere con noi e hanno sottoscritto l'appello di Saviano contro il processo breve.
Grazie 1000 a tutti!!!
Elisa Pezzan

mercoledì 9 dicembre 2009

L’ACQUA: DA BENE DI TUTTI A MERCE DI SCAMBIO

Il Parlamento, con il voto favorevole del PDL e della LEGA, ha approvato il decreto legge n. 135/2009, col quale ha inteso rendere obbligatoria la privatizzazione dell’acqua: una scelta che va contro l’interesse dei cittadini e che favorisce le multinazionali, il cui unico obiettivo è quello di produrre utili.

Entro il 2011, vigerà l’obbligo di conferire la gestione del servizio a società private. In questo modo si espropriano le Regioni e i Comuni della potestà di amministrare l’uso dell’acqua nell’interesse dei cittadini, ruolo attribuito loro dalla Costituzione, in virtù del fatto che l’acqua è un bene fondamentale.

Il Governo, da un lato, parla di federalismo e di valori del territorio da salvaguardare e, dall’altro, espropria gli Enti locali del diritto-dovere di gestione del servizio.

Di fatto, l’acqua potabile smetterà di essere un bene comune ed in quanto tale non assoggettabile alle regole di mercato: diventerà merce, oltretutto di grande pregio (il c.d. oro blu).
Dal controllo pubblico si dovrà obbligatoriamente passare ad una gestione fortemente privatizzata, con il rischio che tutto finisca in mano alle grandi società e Multinazionali, con probabile notevole aumento dei costi per i cittadini!

La privatizzazione non è dettata da norme europee, come hanno, invece, sostenuto Maggioranza e Governo.
Viene abbandonato il concetto di acqua come diritto essenziale, riducendolo a mera fonte di profitto, mentre, in ambito europeo (Francia, Spagna, Germania, Belgio e Olanda), si adotta o ri-adotta il modello consortile.

Riadattando il titolo di un noto successo di Lucio Battisti alla luce della scelta fatta dall’attuale Maggioranza, dal 2011 canteremo (purtroppo!!!): “Acqua azzurra, acqua cara”.

Quali saranno le conseguenze di questa scelta della Maggioranza? Cosa possiamo fare per “limitare i danni”? Ne parleremo assieme durante l’incontro:

“ACQUA PRIVATIZZATA: QUAL E’ IL FUTURO?”
MARTEDì 15 DICEMBRE ALLE ORE 20.30 A SAN GIORGIO PRESSO LA SALA “BARCHESSE” - VILLA DORA

Interverranno:
- Paolo Menis, Consigliere regionale del PD;
- Andrea LERUSSI, membro dell’esecutivo dei Giovani Democratici della Provincia di Udine e Consigliere provinciale di Udine.

Introdurrà:
- Davide BONETTO, Segretario dei Giovani Democratici della Bassa friulana.

Seguirà dibattito.


GIORNATE DI MOBILITAZIONE ORGANIZZATE DAL PD
Anche il Circolo di Carlino scenderà in piazza


Il Partito Democratico ha organizzato due giornate di mobilitazione nelle piazze e davanti ai luoghi di lavoro e di studio per una campagna di volantinaggio sui temi della sicurezza, della giustizia, dell’istruzione e del lavoro. Ci sarà anche una raccolta di firme contro il processo breve o contro la vendita all’asta dei beni confiscati alla Mafia.
Il Circolo di Carlino sarà presente, con un gazebo, sabato 12 dicembre dalle ore 09.00 alle ore 12.30 a Maranutto di fianco al Despar e domenica 13 dicembre dalle ore 09.00 alle ore 12.30 in Piazza San Rocco a Carlino.
Queste due giornate saranno l’occasione per tornare tra la gente e parlare dei temi che stanno a cuore agli elettori del PD e sui quali il Governo non sta dando risposte. Sarà anche un modo per collaborare col Circolo di Marano, che sarà presente sabato a Maranutto e con i Giovani Democratici della Bassa friulana, che ci aiuteranno domenica a Carlino.
Vi aspettiamo numerosi!!!

venerdì 10 aprile 2009

Tragica realtà per carlino Fonderia alle porte del paese

Tragica realtà

per carlino

Fonderia

in via San Giorgio località Toppo Wassermann

alle porte del paese

a pochi metri dalle case

Gli ultimi avvenimenti confermano le ipotesi.

Siamo ormai alla stretta finale riguardo all’insediamento di un laminatoio (fonderia) che allarma tutti i cittadini, in particolar modo i residenti nei pressi della zona interessata.

L’Amministrazione non si è premurata di informare la cittadinanza delle scelte compiute, venendo meno alla promessa di tenere al corrente la popolazione tramite il non replicato “Il Sindaco informa”.

Evidentemente la questione non è ritenuta abbastanza importante.

Raccontiamo la storia cominciando dal principio.

In data 26 settembre 2006, la Stella Polare, società immobiliare molto attiva sul nostro territorio e che non fa mai un buco nell’acqua, ha acquistato all’asta dal Comune di Udine i terreni dell’area denominata del Toppo Wassermann che il Comune stesso aveva ricevuto attraverso il lascito di una fondazione. Questi terreni agricoli se li è aggiudicati per la modica cifra di 503.000 euro (6 euro al metro quadrato).

Lo stesso 26 settembre (!) il legale rappresentante della Stella Polare protocollava al Comune di Carlino una richiesta di variazione di destinazione dei terreni acquistati lo stesso giorno in asta, chiedendo che i terreni da agricoli diventassero artigianali. A Carlino i terreni artigianali costano circa 35/40 euro al metro quadrato, sei/sette volte di più rispetto a quelli agricoli! Prometteva in cambio di occuparsi delle spese necessarie per il progetto di variante, stimate in 15.000 euro circa.

Ma chi non sarebbe disponibile ad accollarsi le spese di una variante che fa lievitare il prezzo di questi terreni arrivando ad un guadagno di oltre due milioni di euro, euro più, euro meno?

Il Comune di Carlino ha accolto subito e a scatola chiusa la richiesta del privato e ha attivato la procedura necessaria.

Con il Consiglio comunale del 12.12.2007 l’Amministrazione comunale ha approvato per i terreni del Toppo Wassermann, 13 ettari disposti in Via San Giorgio di fronte all’attuale Zona Artigianale, il passaggio da zona agricola a zona artigianale-commerciale per piccola e media industria.

L’Amministrazione comunale, accogliendo senza riserve la proposta dei privati, ha di fatto autorizzato l’insediamento, in un’area a ridosso del centro abitato, non solo di strutture artigianali e commerciali, come quelle situate dall’altra parte di Via San Giorgio, ma anche di vere e proprie industrie.

In questo modo ha reso vano anche l’impegno delle precedenti Amministrazioni comunali a limitare l’ampliamento della zona industriale Aussa-Corno verso il territorio di Carlino.


I terreni sono stati svenduti ad un privato, facendolo arricchire anche a discapito del Comune di Udine e non ottenendo nessun beneficio per il Comune di Carlino; e come se non bastasse lasciando carta bianca al privato sull’utilizzo di quei terreni.

L’Amministrazione si era resa conto di cosa voleva dire piccola e soprattutto media industria?

Ha valutato i pro e i contro di questa scelta affrettata che avrebbe potuto rivelarsi pericolosa?

Gli inviti alla prudenza e alla responsabilità sono stati vani.

É tragico, ma la realtà è ancora peggiore!

Ci sembra strano che una Maggioranza composta da persone che si definiscono competenti non abbia avuto la lungimiranza che i Consiglieri di Minoranza come molti cittadini hanno dimostrato immaginando uno scenario poco rassicurante ma purtroppo realistico.

Nel volantino “il sindaco non informa” i Consiglieri di Minoranza avevano messo nero su bianco i timori della comunità di veder sorgere un mostro industriale alle porte del paese.

I timori erano fondati.

La Giunta comunale il giorno 8 aprile 2009 ha approvato un piano particolareggiato di iniziativa privata (PRPC) in cui ha dato il via libera alla costruzione di un laminatoio di 9000 metri quadrati di superficie coperta, più alcuni edifici adibiti alle maestranze.

Immaginate il sorgere, subito dopo la pista ciclabile, di un paio di capannoni grandi circa come quelli costruiti nella zona artigianale (quelli delle maestranze) e un megacapannone molto più grande di un campo di calcio e alto più di dieci metri. È questo il paesaggio da fotografare per promuovere le iniziative turistiche di Carlino, tanto care alla Maggioranza?

Aggiungete a tutto ciò lo spazio destinato alla viabilità interna e ai parcheggi e una vasta area per lo stoccaggio dei materiali.

Naturalmente non bisogna dimenticare l’impatto sulla strada provinciale per il passaggio dei camion per il trasporto delle materie prime in entrata e dei prodotti finiti in uscita.

Ricordate anche i rumori di un impianto che lavorerà a ciclo continuo e l’inquinamento atmosferico dovuto ai gas prodotti dalla combustione.

Anche senza essere esperti in materia si capisce come ci si trovi di fronte ad una struttura che avrà gravi ripercussioni sia sull’ambiente, sia sulla salute dei cittadini.

La Giunta comunale ha colpevolmente ritenuto superfluo occuparsi di questi aspetti, si è fidata ciecamente della relazione del professionista pagato dai privati e ha ritenuto inutile ricorrere alla Valutazione Ambientale Strategica, uno studio con il quale esperti super partes valutano l’impatto dell’inquinamento sul territorio; questo studio è previsto dalle normative dell’Unione Europea.

Aveva paura di ottenere dei dati che impedissero il sorgere del laminatoio o aveva fretta di concludere l’affare?

La decisione ultima spetta al Consiglio comunale che non potrà essere convocato oltre il 23 Aprile, ultimo giorno utile prima del periodo di campagna elettorale.

Noi Consiglieri di Minoranza riteniamo la questione di grande rilievo, una decisione epocale per il nostro Comune e che non deve essere presa alla leggera. Ci preoccupiamo soprattutto per i gravi danni che comporterebbe un insediamento di questo tipo, scempio architettonico e attentatore alla salute e all’ambiente, valori che abbiamo invece il dovere di tutelare.

Perciò abbiamo detto e diciamo NO:

  • NO all’inquinamento atmosferico
  • NO all’inquinamento acustico
  • NO all’inquinamento dell’acqua
  • NO all’inquinamento delle coltivazioni
  • NO ad un traffico aumentato notevolmente per il trasporto di merci entranti ed uscenti

Questo non significa essere contrari all’industria e ai posti di lavoro.

Noi pensiamo che questo laminatoio non si possa fare a ridosso del paese, ma si possa far sorgere nella zona industriale destinata a tale scopo.

Ci chiediamo anche il perché di questo interesse alla realizzazione di un impianto siderurgico in un momento di grave crisi di questo settore. Sappiamo tutti della drammatica situazione in cui si trovano le maggiori industrie siderurgiche della nostra regione, alcune delle quali situate nella zona industriale Aussa-Corno.

Alcuni dati significativi

C’è il concreto pericolo di deturpare il territorio con un mostro edilizio la cui attività potrà cessare nel breve periodo, tenendo conto delle difficoltà del settore siderurgico e del sempre crescente fenomeno della delocalizzazione delle strutture più inquinanti. La scelta che sta per compiere l’attuale maggioranza potrebbe avere come risultato di mandare a casa comunque i lavoratori e di lasciare in eredità al Comune e alla comunità di Carlino una serie di edifici fantasma.


Non abbiamo mai taciuto ma adesso è il momento di gridare!

venerdì 13 febbraio 2009

ELUANA ENGLARO

Il pudore e l’amore di un padre
Sono giorni che penso che questa vicenda lascerà un segno profondo nella coscienza civile del Paese. Non so dire, ora, se essa avrà prodotto, attraverso la “cognizione del dolore”, l’effetto di far fermare l’opinione pubblica, di farle sospendere, per un’ora o per un giorno, la bulimica corsa verso il niente che spesso riempie la solitudine di senso del nostro tempo.
Il corpo di una ragazza, di quella ragazza sorridente, viva, allegra. Diciassette anni fa. Quel corpo che noi ricordiamo così. Noi, che l’abbiamo vista solo così. Il corpo di quella ragazza che il dolore e l’assenza di relazione vitale, che un tempo trascorso senza la gioia di sentire il rumore dei propri passi e di quelli degli altri, della propria voce e di quella degli altri, avrà reso irriconoscibile.
Il pudore e l’amore di un padre ha salvaguardato la riservatezza della mutazione di quel corpo. Anche al rischio che si potesse pensare, nel fuoco della orrenda campagna politico-mediatica, che Eluana fosse quel sorriso, quella vita neanche cominciata, quel progetto che diciotto anni portano in sé. E invece Eluana era quel corpo martoriato, un corpo muto, incapace di testimoniare il proprio dolore perché nascosto, coperto, tutelato dall’amore di un padre. Cosa sarebbe successo se una sola immagine di Eluana oggi fosse arrivata nelle tv o sui giornali? Quale effetto emotivo, uguale e contrario alle foto solari di un giorno di vacanza, si sarebbe determinato nell’opinione pubblica? Perché l’Eluana che se ne è andata è quella che il padre non ha voluto mostrare, sfidando ogni cinismo, ogni calcolo di opportunità, ogni convenienza. Essere padre, in una società che ha imparato a discutere ruolo e autorità di una figura determinante nella vita di ciascuno. Mi è capitato di scrivere molte volte, parole di romanzi, su questo tema. E ogni volta mi arrivavano valanghe di lettere. Una signora, un giorno, mi avvicinò e mi chiese qualcosa che mi scosse. Lo chiedeva a me, come fossi un esperto. A me, che non ho neanche una fotografia con mio padre. Mi chiedeva cosa doveva fare con il suo papà che stava morendo. Perché in tutta la loro vita non si erano mai, neanche una volta, abbracciati. E lei temeva che se lo avesse fatto lui avrebbe capito che la sua vita stava finendo. E’ la storia di Eluana allo specchio, questa. E’ la storia di Eluana che da quella sera che una lastra di ghiaccio la tradì è stata accompagnata dalle parole, dalle carezze, dalle lacrime di un padre e di una madre che si è consumata nel dolore. Per questo, lo dico con raccapriccio ma senza polemica (non qui, non ora), mi ha indignato come poche cose nella mia vita, ascoltare un uomo politico, un uomo di governo dire che la battaglia di quel padre sembrava avere come obiettivo “togliere di mezzo una scomodità”. Come si può mai parlare di una creatura come di una “scomodità”? Come si può ignorare che quei due esseri umani hanno curato e accudito quella ragazza silenziosa per seimiladuecentotrentatrè giorni? E’ la storia di una famiglia italiana, quella degli Englaro. Ed è la storia di migliaia di famiglie che vivono la stessa angoscia. Qualcuna si aggrappa ad ogni speranza, per amore. Qualcuna pensa che il dolore che quel corpo vive debba finire, per amore. Che diritto abbiamo noi di polemizzare, urlare, inveire di fronte a questa abissale tragedia di amore? Noi, che abbiamo responsabilità, facciamo le leggi. Leggi giuste, meditate, umane. Leggi coscienti dei limiti invalicabili per uno stato liberale. Ad esse i cittadini si atterranno. Il resto è inconoscibile. E’ ciò che scorre nella mente e nel cuore di chi ama una persona che non può rispondere. Di chi da padre, o madre, vede il proprio figlio spegnersi nel silenzio, quando la natura vorrebbe il contrario. Questo e solo questo mi viene da dire, su Eluana Englaro, ragazza italiana. Che di amore e di dolore è stata circondata per seimiladuecentotrentatré giorni tristi e notti infinite.


Walter Veltroni